Come visitare il castello di Montechiarugolo

Castello di Montechiarugolo

Il castello di Montechiarugolo si eleva a strapiombo sul torrente Enza ed è uno dei più importanti esempi di architettura fortificata del parmense, in questo articolo scopriremo come visitare questo antico maniero.

Nato come fortezza diviene in seguito residenza aristocratica. Infatti osservandolo dall’esterno colpisce la struttura massiccia tipica di una costruzione militare, ma entrando nel giardino rimaniamo sedotti dalla raffinatezza di una dimora signorile.

Il piccolo borgo di Montechiarugolo

Montechiarugolo è un Borgo piccolo e affascinante a circa venti chilometri da Parma. Per rispettare la tranquillità dei residenti consigliamo di lasciare la macchina nel grande parcheggio situato di fianco al paese.

Primavera al castello
Primavera al castello

Le mille vite del castello di Montechiarugolo

Guido Torelli, uomo di salde tradizioni militari, ottenne dai Visconti, come riconoscimento alla sua fedeltà, il feudo di Montechiarugolo insieme al titolo di conte.

Sposò Orsina, figlia di Antonio Visconti, dalla quale ebbe tre figli maschi e una femmina. Antonia Torelli che fu data in sposa a Pier Maria Rossi, nobile signore dei castelli di Torrechiara e San Secondo.

Guido Torelli ristrutturò il castello non solo come difesa, ma anche come residenza della sua famiglia.

Fu però Pomponio Torelli, ottavo conte di Montechiarugolo a dare al castello un rinnovato splendore incaricando i pittori più famosi del momento. Dopo i Torelli e poi i Farnese la contea di Montechiarugolo passò ai Borbone e per circa dieci anni fu sede di un distaccamento di truppe austriache.

Il castello fu usato anche come polveriera provocando notevoli danni all’apparato architettonico e decorativo.  Con l’Unità d’Italia il castello divenne di proprietà dello Stato. Nel 1864 passò alla famiglia Marchi di Parma che, arredandolo con mobili di pregio lo rese, in parte, visitabile.

dipinto
Un bellissimo dipinto sopravvissuto al danneggiamento della polveriera

Questo antico maniero, infine, nel 1940, fu usato come luogo di detenzione per ebrei e soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza dello Stato. Quando il castello di Montechiarugolo tornò alla famiglia Marchi ebbe bisogno di nuovi restauri, soprattutto agli affreschi danneggiati dalla polveriera.

La descrizione del castello di Montechiarugolo

Si accede al castello mediante un passaggio in muratura che sostituisce il ponte levatoio e si entra nel suggestivo salone di rappresentanza, dove si vedrà solo un residuo degli affreschi che l’abbellivano.

Tutti gli arredi e gli oggetti non fanno parte della storia del castello, tuttavia sono pregiati sia per fattura che per antichità. Nell’ampio giardino si possono ammirare le trifore neogotiche e le statue del settecento provenienti dalla Reggia di Colorno, che furono acquistate dai Marchi all’inizio del 1900.

Tetti su Montechiarugolo
Sui tetti di Montechiarugolo

Le quattro ampie stanze adiacenti il salone comunicano tra loro aprendosi su un loggiato e costituiscono il nucleo più antico dell’edificio.

Nel camerone di mezzo si ammira un’incantevole Annunciazione del 400. Si tratta di un affresco in cui l’angelo si presenta con riverente adorazione ai piedi della Madonna, la quale lo riceve con delicata umiltà.  

La stanza a fianco è “La camera della Pia” così chiamata per la presenza di una tela che raffigura Pia dei Tolomei. Dante parla di questa nobile donna senese nel quinto canto del Purgatorio che fu uccisa dal marito perchè accusata di infedeltà, . Ne abbiamo parlato anche in questo articolo dedicato al castello di San Secondo.

Non si conosce il motivo per cui la famiglia Marchi l’abbia scelta per arredare una sala del castello, comunque, oltre alla Pia morente, in questa stanza si possono ammirare quattro raffinate tempere del 700 con i quattro elementi, terra, acqua, aria e fuoco rappresentati da Plutone, Nettuno, Giunone e Venere. 

Un castello inquietante

La Rocca di Montechiarugolo è un castello inquietante che trasmette turbamento e disagio. Più distensiva è la visita ai camminamenti di ronda raggiungibili attraverso una scala di pietra e mattoni. Perfettamente conservati sono i merli Ghibellini a coda di rondine nei quali si aprono strette feritoie e tonde archibugiere.

Tutto il castello è avvolto da un alito di abbandono e dispersione e da ogni angolo si alza un grido alla violenza subita. Per liberarsi da quello stato di inquietudine conviene uscire sul loggiato per respirare, insieme alla limpidezza dell’aria, l’energia positiva che trasuda dalle mura affrescate. Dal loggiato si gode una magnifica vista su tutto il medio corso dell’Enza e se la giornata lo permette lo sguardo può giungere fino a Rossena e alla pietra di Bismantova.

inquietante
A volte il castello può essere inquitante

Visitare il castello di Montechiarugolo: le prigioni e i camminamenti

Sono presenti nel pavimento ampie caditoie per la difesa. Queste venivano chiuse con botole lignee in tempo di pace.

La prigione, chiamata “Tombazza” si raggiunge attraverso una porta pavimento, ma purtroppo non è visitabile, se ne può vedere solo la scala che scende.

arte giardino
Nei giardini del castello

La biblioteca e la camera padronale

Continuando lungo i camminamenti si giunge in quello che un tempo fu lo studio di Pomponio Torelli, con la rinomata biblioteca contenente più di mille libri, di cui oggi non rimane niente, solo un frammento dei fregi decorativi del 1500 ad opera di Cesare Baglione, famoso pittore che offrì i suoi servigi alla maggior parte dei castelli del ducato. 

Gli affreschi dello studio furono staccati e collocati negli appartamenti privati della famiglia Marchi.  Nel camerone grande ammiriamo un massiccio armadio di legno del 600 perfettamente scolpito e intagliato e un letto mastodontico sul quale aleggiano inquietanti affreschi provenienti da una chiesa parrocchiale. Del camerone è interessante lo scavo profondo che è stato effettuato per creare la finestra. Un luminoso lungo corridoio.

La mummia del castello

Attraverso una porticina che pare l’entrata di un guardaroba si giunge nella grigia e tetra sala del biliardo dove ci accoglie l’atmosfera surreale dell’abbandono. In questa stanza si avverta un certo turbamento, poi, se non interviene la guida, ci si accorge di una teca contenente un mucchio di stracci polverosi.

La vetrinetta che ospita la famosa Fata Bema. Fata perché era buona e conoscendo l’arte delle erbe medicamentose aiutava la gente a risolvere problemi di salute.

Fata bema
I resti della Fata Bema

Visitare il castello di Montechiarugolo: la storia della Fata Bema

D’origine comasca giunse a Montechiarugolo nel 1593 insieme ad un servo che la salvò da un attacco alla sua famiglia. Per vivere lui era saltimbanco-giocoliere e lei si cimentava nell’arte divinatoria.

Pio Torelli, figlio di Pomponio, durante una festa di paese incontro la fanciulla e attratto da lei si fece raccontare il suo destino.

Nonostante fosse un bambino, lei parlò di sangue e teste mozzate. Quelle parole tremende giunsero alle orecchie del Duca Ranuccio Farnese, uomo ombroso e diffidente che la fece subito rinchiudere nelle prigioni come strega.

Sollecitato dal figlio, Pomponio offrì protezione alla ragazza e la invitò al castello dove le permise di vivere anni felici. Alla morte di Pomponio la responsabilità del feudo passò a Pio Torelli il quale continuò a mantenere una profonda e intensa amicizia con la zingara dimenticando che, in quel giorno di festa, gli aveva predetto la sua tragica morte.

Pio Torelli venne arrestato e decapitato sulla pubblica piazza il 19 maggio 1612 perchè ritenuto complice della congiura contro Ranuccio Farnese.

Questa data segnò la fine della dinastia dei Torelli imponendo a fata Bema di lasciare il castello e scomparire per sempre.

castello Montechiarugolo
Un particolare del castello

La leggenda del castello

Nel 1700 fu rinvenuto il corpo mummificato di una donna insieme ad un messaggio che recitava: “Chi disgrazia non vuole, non la sposti dal suo letto”. Si racconta che nel tentativo di muoverla dal castello si siano verificati alluvioni e terremoti.

Dove incontrare il fantasma del castello di Montechiarugolo

Secondo la tradizione popolare lo spirito della Bema ogni 19 maggio, appena dopo mezzanotte, sale sulle mura in attesa del ritorno di Pio Torelli.

C’è chi sostiene di averla vista come un fumo evanescente, altri dicono che al venti maggio si trovino mobili spostati come segno del suo passaggio.

Noi riteniamo che la cosa più suggestiva della Bema, sia entrare nella sala del biliardo da soli, senza sapere di non essere soli!

Come visitare il castello di Montechiarugolo

Per visitare il castello di Montechiarugolo considera una durata della visita guidata di circa un’ora. Il prezzo del biglietto, senza riduzioni, è di dieci euro a persona (7€ per i bambini).

Non è richiesta la prenotazione ma sempre meglio consultare in anticipo il sito del castello per verificare gli orari aggiornati ed eventuali nuovi eventi che il castello spesso organizza. Quali ad esempio aperitivi, rassegne e notti di attesa della Fata Bema!

Al termine si consiglia un drink al caffè Panta Rei, bar luminoso e ospitale che nella bella stagione offre accoglienti tavolini all’aperto. Il bar si trova all’inizio del paese ed è attrezzato di un ampio parcheggio.

Panta Rei
ristoro al bar spaghetteria Panta Rei

Come visitare i Castelli del Ducato di Parma e Piacenza

Se vuoi scoprire come visitare gli altri castelli del ducato di Parma e Piacenza continua la lettura qui dove troverai i link per tutti i castelli e le rocche del Ducato di Parma e Piacenza che abbiamo visitato e raccontato.

Articolo scritto da Mary e Vero

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